Dieci anni di Giocallena ... cosa riserva il futuro!

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Giocallena a gennaio ha compiuto 10 anni, io a febbraio ne ho compiuti 50 ... matura Giocallena, invecchiata io, mi sono trovata a pensare che qualcosa doveva cambiare.

Eccomi quindi a "svelare" cosa intendevo dire qualche mese fa con una frase in cui mi riservavo di aspettare fino a fine giugno per decidere del mio futuro con Giocallena, parlo di mio futuro, ma per il momento è anche il futuro di Giocallena, perché, peccando sicuramente di presunzione, Giocallena sono io ... e forse è proprio questo il problema.

 

Partimo dal principio, da quando Giocallena è nata nel gennaio 2012 (la nascita di Giocallena) ed era già da qualche anno che mi occupavo di atletica.

Quello che volevo era trasmettere la mia passione per l'atletica, non certo per condividere una cosa che potevo benissimo tenere per me facendola praticare ai miei figli con l'Atletica Longarone che già frequentavo, ma per dare la possibilità ai ragazzi di fare qualcosa che non fosse la semplice corsa.

Purtroppo molta gente, soprattutto in Cadore, confonde l'atletica con la corsa, mentre la corsa è solo una piccola parte di questo sport che è definito la "regina".

Perchè ci tengo a precisare questa cosa? semplicemente perché mi ero resa conto che molti bambini e ragazzi erano (passatemi il termine che userò senza alcuna intenzione polemica) obbligati a correre ogni primavera per partecipare al campionato cadorino, ma non tutti erano portati o particolarmente appassionati alla corsa ed era un vero peccato escluderli per questo e impedire loro di esprimersi in qualche specialità a loro più congeniale.

Ho quindi voluto ampliare il ventaglio di possibilità di fare sport, pur restando nell'ambito atletica e quindi anche corsa.

Chi frequenta o ha frequentato Giocallena sa perfettamente quale è sempre stato il nostro "modus operandi", fare di tutto e di più, compresa la corsa, partecipando al cadorino, al provinciale, alla corsa in montagna etc. etc. cercando di dare a tutti una molteplicità di possibilità per proseguire, restando comunque ancorati alla realtà in cui viviamo, soprattutto alle tradizioni sportive.

Abbiamo anche sempre rispettato gli altri sport praticati dai nostri atleti, non abbiamo mai preteso l'esclusività, nel periodo invernale ad esempio facciamo attività solo per le categorie cadetti, allievi e junior.

 

Cosa mi aspettavo di realizzare quando ho iniziato questa avventura:

1) appassionare all'atletica

2) far capire che l'atletica è tante cose e non solo corsa e che le tante cose richiedono impegno, cervello, costanza, passione e dedizione ... adoro lo sport dove la tecnica conta al 90%, dove sono necessari tempo, dedizione e tanto cervello

3) creare un seguito di tecnici e persone che avrebbero continuato ciò che io avevo iniziato, cercando di essere una guida, un aiuto, un supporto per altri che sarebbero venuti

4) lavorare in collaborazione con altri sport, altre società, per dare ai ragazzi la possibilità di scegliere "un domani" senza necessariamente abbandonare lo sport

5) crescere come tecnico per far crescere gli atleti e portarli a competere alla pari non solo a livello provinciale, ma anche regionale e nazionale, senza dare per scontato che l'atletica in Cadore non si può fare (il lettore si annoti questo punto perché sotto sarà richiamato)

 

Quali sono le cose "fuori dall'ordinario" che sono state fatte in questi anni per cercare di coinvolgere le famiglie e far appassionare i ragazzi:

1) trasferta a Roma per assistere al Golden Gala partecipando alla staffetta dei comuni all'interno dell' Olimpico (2016-2017-2018-2019)

2) Tetrathlon dell'esordiente con coinvolgimento degli atleti più grandi nella gestione e delle famiglie (2013-2014-2015-2016)

3) gara sociale genitori/figli con annessa preparazione serale dei genitori (2017-2018-2019)

4) giornata ad Auronzo con camminata-fun bob-parco avventura (2011-2012-2013-2014-2015-2016-2017-2018)

5) camp acrobatica a Cesenatico (2017-2018)

6) atletica per adulti (2017-2018-2019 gratuita e 2021 strutturata)

7) tesseramento dei nostri atleti ad altre società al momento del passaggio alla categoria allievi; ringrazio ancora chi, con il premio CONI ricevuto in questo 2022, ha riconosciuto il merito mio e di Giocallena per una decisione che tanti non capiscono, non mi fa certo piacere sapere che il merito di un buon risultato conseguito ad un campionato italiano venga attribuito ad altra società, con tutto ciò che ne consegue in termini di visibilità, ma se questo è il prezzo da pagare per poter far crescere i nostri atleti, ben venga

 

Quali quelle "ordinarie", ma che tanto ordinarie in fondo non sono e sono date per scontate:

1) possibilità per tutti di fare tutte le specialità, nessuna esclusa ... e vi assicuro che non è così scontato con pochi tecnici a disposizione e nemmeno di poca importanza, perché tutti i ragazzi hanno il diritto di trovare la specialità a loro più congeniale e che piace di più ed è compito e dovere della società e dei tecnici attivarsi, aggiornarsi e formararsi per garantire ciò

2) allenamento anche nel periodo estivo quando praticamente tutte le altre attività sono sospese

3) allenamento in piscina nel periodo estivo

4) allenamenti di acrobatica a Longarone

5) partecipazione e accompagnamento praticamente a tutte le gare del circuito sia federale FIDAL che promozionale CSI

6) pubblicazione sistematica e puntale sul sito degli avvisi, dei calendari, delle notizie e dei progressi di tutti gli atleti giocallena

7) tenuta classifica annuale definita impegno/merito che prende in considerazione appunto l'impegno, il talento, la capacità di mettersi in gioco e il fair play e che, come premio, assegna lo sconto sulla quota dell'anno successivo oltre ad altri premi

8) ...  tante altre cose più tecniche che sarebbe troppo lungo elencare

 

Vediamo ora quali sono le piccole o grandi cose che mi hanno fatto riflettere su questi 12 anni di attività, facendoni capire che in fondo ho realizzato solo il punto 5 fra quelli più sopra elencati e, valutate le poche energie rimaste, è quello sul quale intendo concentrarmi.

Premetto che nessuno si deve sentire offeso, io non sono certamente senza colpe, la mia è solamente una presa d'atto della situazione, dettata da tantissime cose: 

1) eccessivo numero di "meteore" dell'atletica, cioè ragazzi piccoli o grandi che frequentano Giocallena per pochi mesi, che a fine stagione se ne vanno contenti, almeno a parole, ma non tornano più

2) sensazione che Giocallena sia presa come un parcheggio o una parentesi per il periodo estivo e nella pausa da altri sport, gli altri sono sempre più importanti, hanno sempre la priorità

3) poca pazienza da parte delle famiglie e degli atleti di aspettare la crescita e i risultati dei ragazzi, con conseguente ritiro dall'atletica ancora prima di aver iniziato a conoscerla, troppi quelli che smettono già finita la categoria ragazzi o cadetti

4) scarso coinvolgimento delle famiglie, di alcuni genitori non conosco nemmeno il volto, qualcuno non ha mai assistito ad una gara dei propri figli, altri non solo non conoscono quali siano le specialità dell'atletica, ma non sanno nemmeno quali sono quelle praticate dai propri figli

5) anche chi resta in atletica preferisce "altri lidi" (d'altronde si sa che l'erba del vicino è sempre più verde) ... qua le considerazione sarebbero molte da fare, ma dovrei dilungarmi affrontando non solo la correttezza delle famiglie, ma anche l'etica delle altre società e degli altri tecnici

6) mancanza di un numero sufficiente di tecnici formati e qualificati in grado di seguire tutte le categorie che abbiamo e tutte le specialità (al momento siamo in due), di tutti i ragazzi che ho seguito e che sono cresciuti in Giocallena, solo due sono in possesso della 1^ qualifica federale ed ora purtroppo sono lontane per motivi di studio e lavoro

7) dopo dieci anni manca ancora una pista completa che ci permetta di fare anche i lanci in gabbia e l'asta, specialità per la quale devo spostarmi fino a San Vendemiano, con pochi atleti che posso permettermi di portare essendo ospite di altro campo e altra società

8) sensazione spiacevole che manchi la fiducia nelle capacità mie e di Giocallena di portare gli atleti ad alti livelli, qualcuno in questi anni mi ha detto che io sono molto brava ad occuparmi degli esordienti e dei bambini, ma poi non ho le capacità di portarli oltre; penso che il numero di atleti portati a partecipare ad un campionato italiano ed in specialità diverse, dovrebbe far riflettere, non ho mai fatto mistero del fatto che il mio obiettivo è quello di traghettarli motivati, sani e preparati fino al momento in cui, per motivi di studio, dovranno per forza di cose trasferirsi e passare ad altre società, con nuovi tecnici e nuove infinite possibilità

9) consapevolezza che l'atletica è uno sport definito popolare, ma che si "svende", come già trattato in questo articolo e per questo è anche difficile trovare giovani che abbiano voglia di formarsi sacrificando altre formazioni (meglio diventare un maestro di sci, professionista e ben pagato, piuttosto che un tecnico di atletica sottopagato e sottoconsiderato ... ho sempre ammesso che io sono l'unica fessa che l'ha fatto!), non li biasimo di certo, scelta più che giusta e legittima, ma che ovviamente ha delle conseguenze e non può ricadere né su Giocallena, né su di me 

Considerazioni finali:

1) ho indubbiamente fallito come "motivatrice", non ho saputo trasmettere ai più la passione per l'atletica leggera in una zona che per tradizione è legata ad altri sport ... ma ho anche capito (e appurato) che la passione o c'è o non c'è, non si può insegnare

2) l'atletica leggera vera, quella dei salti, dei lanci, delle prove multiple, degli ostacoli, in Cadore è uno sport "di nicchia", uno sport per chi ha la passione, per chi la mette davanti a tutto in qualsiasi momento; farla stagionalmente è impossibile visto che le stagioni degli sport invernali praticamente non finiscono mai e la collaborazione con altre realtà sportive è pura utopia 

3) per più di 10 anni ho fatto quello che era giusto fare perchè dovevo fare un tentativo e mi ero presa un impegno, ora ho 50 anni e le energie sono minime, è giusto dedicarle a chi ha scelto l'atletica e Giocallena

4) in questi anni sono cresciuta come tecnico, così come sono cresciuti gli atleti, errori ne ho fatti e ancora ne farò, fa parte del gioco, fa parte del ruolo ... anche perché io davanti non ho mai avuto qualcuno che mi indicasse la via, ho carpito segreti, nozioni, metodi a furia di corsi, di raduni, di gare ed ancora è così, perchè è verissimo che non si finisce mai di imparare e anche l'allenamento è una scienza in continua evoluzione

5) penso di potermi dare il merito di aver trovato per tutti i ragazzi grandi che seguo la specialità più adatta a loro, ma questo non è solo un onore, è un anche un onere perché allenare tutto è faticoso e farlo superficialmente non è da me

Per concludere: Giocallena continuerà ad esistere, ma non sarà più un "parcheggio" perché non se lo merita, e non sarà per tutti perchè non ha più le energie per esserlo, ha sempre dato qualità e serietà e ciò impone che dalla prossima stagione vengano poste delle condizioni dalle quali, purtroppo, non si potrà prescindere.

IL PRESIDENTE - Barbara

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